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Diretta su Radio Cooperativa: Paul Connett a Padova

Paul Connett
Venerdì 14 ottobre a Padova, alle ore 20,30 nella sala Anziani di Palazzo Moroni c’è un appuntamento imperdibile.

Dopo una introduzione con musiche classiche per chitarra e degustazione di “manicaretti” offerti da Biorekk (a km zero, biologici, nello spirito della serata), ci sarà una conferenza di Paul Connett, il quale ci parlerà di un mondo davvero fantastico, quello in cui non esistono rifiuti, almeno non nel senso definitivo del termine; quello in cui le discariche e gli inceneritori sono quelle cose di cui uno dice "Ma sì, ti ricordi quando seppellivamo i rifiuti assieme ai nostri sensi di colpa? E quando mandavamo in fumo le risorse naturali dentro un forno a 1000 gradi e più?". Un mondo a "Rifiuti zero".
Come “Chi è Paul Connett?”. Seguitemi fino in fondo così capirete che si tratta di un vero e proprio “colpo gobbo”.
A muovere le acque per portare a termine questo evento, unico nel suo genere, sono state due associazioni ambientaliste che hanno molto lavorato e fortemente voluto questa serata. Una famosissima nel mondo, il WWF, l’altra è il Comitato Difesa Salute & Ambiente Padova Est, nato attorno al problema dell’incenerimento e autore di battaglie serrate negli ultimi due anni e mezzo.
L'evento è curato da un punto di vista tecnico (ci sarà una traduzione delle parole in inglese del relatore) da Radio Cooperativa che trasmetterà in diretta l’intero evento. Hanno collaborato anche i movimenti presenti sul territorio che si occupano di ambiente e salute (Lasciateci Respirare, Amissi del Piovego). Un grazie di cuore agli assessori alla Cultura (Andrea Colasio), alla Partecipazione (Silvia Clai) e all'ambiente (Alessandro Zan) del comune di Padova.
Strategia Rifiuti ZeroFinite le premesse veniamo alla conferenza. Paul Connett, oltre ad essere un emerito studioso e docente di una prestigiosa università newyorkese, è quello che ha inventato la strategia “Zero waste” (rifiuti zero), un progetto che è attivo in ogni angolo del mondo e ha cominciato da alcuni anni ad interessare grandi città, come S. Francisco, Oakland, Palo Alto, Sacramento per restare negli USA, o Canberra in Australia e oltre la metà dei comuni neozelandesi, tutta la provincia di Nuova Scozia in Canada e si potrebbe continuare. In Italia le cose arrivano sempre dopo, ma qualcuno ha cominciato ad avvicinarsi, a fare progetti in questa direzione e non mi riferisco solo al piccolo centro di Capannori (LU) che costituisce l'avamposto italiano della strategia. In questi giorni la Napoli di De Magistris ha avviato la propria adesione all’iniziativa con l'obiettivo di raggiungere "Zero waste" nel 2020.
Qualcuno pensa che “Rifiuti zero” significhi non produrre più rifiuti. “Magari!” verrebbe da dire, ma le cose non stanno così.
Ho sempre sottolineato il fatto che “il rifiuto” altro non è se non un passo obbligato (inevitabile) di quel processo produttivo (soprattutto industriale) che trasforma le materie prime in merci e quindi in rifiuti, un processo che negli anni è diventato sempre più rapido per ottenere un profitto sempre più elevato (vendita di materie prime, di energia, di merci, smaltimento dei rifiuti, bonifiche dell’inquinamento). Dunque abolire i rifiuti significa abolire la produzione di merci, chiudere le aziende, e così via. Non è una strada praticabile.
Tuttavia qualcosa si può fare. Quindici anni fa una grande azienda, la Rank Xerox, si accorse che le fotocopiatrici che diventavano obsolete e venivano sostituite contenevano un sacco di pezzi che potevano essere riutilizzati sui nuovi modelli. Si trattava prevalentemente di plastica, ma anche di metalli. Con spirito industriale la Xerox organizzò in Europa, precisamente in Olanda, una raccolta di tutti i macchinari che venivano restituiti e cominciò un’opera di recupero dei pezzi e di riciclo del materiale residuo.
Risultato? Un risparmio annuo di 76 milioni di dollari! E, cosa non da buttare via, la creazione di nuovi posti di lavoro.
Scarica il volantinoE’ così che il problema va affrontato, tenendo conto dell’intera catena produttiva. Se un imballaggio è fatto alla carlona, senza pensare al viaggio che dovrà fare, finirà quasi sicuramente in un inceneritore o in una discarica. Ma applicando un minimo di creatività nella progettazione quell’imballaggio potrà essere recuperato o riciclato. Pensate che nella regione canadese dell’Ontario il 98% delle bottiglie di birra viene riusato, perché si è stabilito di farle tutte delle stesse dimensioni e forma, cambia solo l’etichetta. Questo è un vantaggio per le industrie, per l’ambiente e per le tasche dei cittadini che pagano la birra meno che altrove.
Complicato? Lasciate che vi faccia un ultimo esempio. Fino allo scorso anno parlare di riciclo dei pannolini poteva sembrare una bestemmia. Poi però i centri di riciclo si sono accordati con le aziende. “Se li fate in questo modo, noi vi riporteremo il materiale per farne di nuovi”. E il gioco è fatto!
Insomma la direzione di “rifiuti zero” è questa, far diventare il rifiuto un materiale post consumo che rientra nel ciclo di lavorazione e produzione delle merci.
L'azienda che per prima ha inventato questo sistema, un'azienda dalle dimensioni e dalla produzione fantastiche è la natura, che non spreca niente (ed usa solo l’energia del sole): pensate al ciclo dell’acqua, del carbonio.
L’uomo ha inventato il ciclo lineare, aperto. Alla fine hai consumato risorse che non possono più essere utilizzate, le hai distrutte per sempre e te ne servono di nuove. E quando la dispensa sarà vuota (e per alcune materie prime ci siamo o quasi) tu, uomo, potrai solo riflettere sulla tua stupida avidità e sulla tua avida stupidità.
“Rifiuti zero” vuole piegarlo questo processo, incurvarlo, farlo diventare più circolare possibile.
Ed infine ci sono gli utilizzatori finali (non friantendetemi per carità), quelli che usano le merci senza cervello, che gli va bene tutto, che non sono informati, che non si ribellano, quelli che pensano che le "emergenze rifiuti" siano una questione politica inevitabile, della quale non si sentono mai responsabili, quelli che si convincono che gli inceneritori siano un toccasana, quelli che si lasciano infinocchiare ed intortare dai discorsi fumosi (in tutti i sensi) dei piromani che sperperano risorse, inquinano l'ambiente e mettono a rischio la salute ... a norma di legge. Bravi mona!
Di questo e di altro parlerà Paul Connett nella conferenza di Venerdì 14 - ore 20.30 a palazzo Moroni a Padova. Si tratta di una visione alternativa del mondo, un mondo che mi piace di più, decisamente di più.
Un appuntamento al quale davvero non si può mancare. Ci vediamo là.
(fonte: ridotto da)
 
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